Quando penso a Chiara e Nicola, mi viene subito in mente una cosa: quanto è bello quando due persone fanno le cose davvero a modo loro, senza seguire schemi che non gli appartengono.
Loro, per esempio, avevano scelto di sposarsi in un modo che spiritualmente sento tantissimo: un’elopement nel bosco, solo loro due, in silenzio, con un rito dell’handfasting a sancire la loro unione. Nessun ospiti, nessuno stress da prestazione solo una promessa pronunciata con autenticità. Ed è stata anche una delle prime volte in cui qualcuno ha deciso di affidarsi a me per qualcosa di così intimo, quindi potete immaginare quanto sia stato importante per me.
Poi il tempo è passato, come succede sempre, e qualche tempo dopo mi scrivono: “Vieni a trovarci?”.
Sono andata da loro, a Colico, a due passi dal Lago di Lecco, e la cosa bella è che non siamo partiti subito con la cerimonia. Abbiamo fatto quello che si fa quando c’è confidenza: abbiamo chiacchierato, mi hanno fatto vedere lo loro nuova casa e mi hanno raccontato questi ultimi anni insieme, tra musica, film, natura e quell’aria un po’ da avventurieri che si portano dietro ovunque.
A un certo punto, quasi senza costruirci troppo sopra, siamo usciti e siamo andati dietro casa loro. Lì c’è un piccolo alveo di un fiume che scorre verso il Lago di Como. Un luogo perfetto: vero, semplicemente loro.
E lì abbiamo aperti il cerchio.
Abbiamo rinnovato i loro voti in modo naturale. Ed è stato diverso dalla prima volta, forse ancora più profondo, perché questa promessa non era più solo un inizio, ma una scelta rinnovata, consapevole. In quel momento eravamo davvero solo noi tre, con un cavalletto a riprendere qualche immagine e il resto completamente lasciato alla presenza.
È difficile spiegare cosa si prova in momenti così, ma è esattamente il motivo per cui faccio questo lavoro. Come celebrante di riti simbolici e riti celtici, quello che cerco di creare non è mai qualcosa di standard, ma uno spazio in cui le persone possano riconoscersi davvero, che sia un matrimonio, un’elopement o un rinnovo dei voti. Perché sì, si possono rinnovare dopo un anno e un giorno, come nella tradizione celtica, ma anche in qualsiasi momento in cui si sente il bisogno di fermarsi e dirsi: “ok, ci scegliamo ancora”.
Quella giornata con Chiara e Nicola me la porto dietro con un affetto particolare. Non solo perché è stato bello, ma perché è stato vero.
E per me, alla fine, è sempre l’unica cosa che conta.
Grazie di cuore,

Annemeton
Celtic and humanist wedding celebrant.
